Làbano, Genesi 29:1-31:43

[10]Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Làbano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Làbano, fratello di sua madre, Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Làbano, fratello di sua madre. [11]Poi Giacobbe baciò Rachele e pianse ad alta voce. [12]Giacobbe rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei, perché figlio di Rebecca. Allora essa corse a riferirlo al padre. [13]Quando Làbano seppe che era Giacobbe, il figlio di sua sorella, gli corse incontro, lo abbracciò, lo baciò e lo condusse nella sua casa. Ed egli raccontò a Làbano tutte le sue vicende. [14]Allora Làbano gli disse: «Davvero tu sei mio osso e mia carne!». Così dimorò presso di lui per un mese.

I due matrimoni di Giacobbe

[15]Poi Làbano disse a Giacobbe: «Poiché sei
mio parente, mi dovrai forse servire gratuitamente? Indicami quale deve
essere il tuo salario». [16]Ora Làbano aveva due
figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si chiamava
Rachele. [17]Lia aveva gli occhi smorti, mentre Rachele era
bella di forme e avvenente di aspetto, [18]perciò
Giacobbe amava Rachele. Disse dunque: «Io ti servirò sette
anni per Rachele, tua figlia minore». [19]Rispose
Làbano: «Preferisco darla a te piuttosto che a un
estraneo.
Rimani con me». [20]Così Giacobbe servì
sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo
amore per lei. [21]Poi Giacobbe disse a Làbano:
«Dammi la mia sposa, perché il mio tempo è compiuto
e voglio unirmi a lei». [22]Allora Làbano
radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto. [23]Ma
quando fu sera, egli prese la figlia Lia e la condusse da lui ed egli
si unì a lei. [24]Làbano diede la propria schiava
Zilpa alla figLia, come schiava. [25]Quando fu mattina… ecco
era Lia! Allora Giacobbe disse a Làbano: «Che mi hai
fatto? Non è forse per Rachele che sono stato al tuo servizio?
Perché mi hai ingannato?». [26]Rispose
Làbano: «Non si usa far così nel nostro paese,
dare,
cioè, la più piccola prima della maggiore. [27]Finisci
questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest’altra per il
servizio che tu presterai presso di me per altri sette anni». [28]Giacobbe
fece così: terminò la settimana nuziale e allora
Làbano gli diede in moglie la figlia Rachele. [29]Làbano
diede alla figlia Rachele la propria schiava Bila, come schiava. [30]Egli
si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia.
Fu ancora al servizio di lui per altri sette anni.

I figli di Giacobbe

[31]Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata, la rese
feconda, mentre Rachele rimaneva sterile. [32]Così Lia
concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben,
perché disse: «Il Signore ha visto la mia umiliazione;
certo, ora mio marito mi amerà». [33]Poi
concepì ancora un figlio e disse: «Il Signore ha udito che
io ero trascurata e mi ha dato anche questo». E lo chiamò
Simeone. [34]Poi concepì ancora e partorì un
figlio e disse: «Questa volta mio marito mi si
affezionerà,
perché gli ho partorito tre figli». Per questo lo
chiamò Levi. [35]Concepì ancora e partorì
un figlio e disse: «Questa volta loderò il Signore».
Per questo lo chiamò Giuda. Poi cessò di avere figli.

Genesi – Capitolo 30
[1]Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare
figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe:
«Dammi dei figli, se no io muoio!». [2]Giacobbe
s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto
di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?». [3]Allora
essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei,
così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia
prole per mezzo di lei». [4]Così essa gli diede in
moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei. [5]Bila
concepì e partorì a Giacobbe un figlio. [6]Rachele
disse: «Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia
voce, dandomi un figlio». Per questo essa lo chiamò Dan. [7]Poi
Bila, la schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a
Giacobbe un secondo figlio. [8]Rachele disse: «Ho
sostenuto contro mia sorella lotte difficili e ho vinto!».
Perciò lo chiamò Nèftali.

[9]Allora Lia, vedendo che aveva cessato di aver figli, prese
la propria schiava Zilpa e la diede in moglie e Giacobbe. [10]Zilpa,
la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio. [11]Lia
disse: «Per fortuna!» e lo chiamò Gad. [12]Poi
Zilpa, la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe. [13]Lia
disse: «Per mia felicità! Perché le donne mi
diranno felice». Perciò lo chiamò Aser.

[14]Al tempo della mietitura del grano, Ruben uscì e
trovò mandragore, che portò alla madre Lia. Rachele disse
a Lia: «Dammi un pò delle mandragore di tuo figlio».
[15]Ma
Lia rispose: «E’ forse poco che tu mi abbia portato via il marito
perché voglia portar via anche le mandragore di mio
figlio?». Riprese Rachele: «Ebbene, si corichi pure con te
questa notte, in cambio delle mandragore di tuo figlio». [16]Alla
sera, quando Giacobbe arrivò dalla campagna, Lia gli uscì
incontro e gli disse: «Da me devi venire, perché io ho
pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio».
Così egli si coricò con lei quella notte. [17]Il
Signore esaudì Lia, la quale concepì e partorì a
Giacobbe un quinto figlio. [18]Lia disse: «Dio mi ha dato
il mio salario, per avere io dato la mia schiava a mio marito».
Perciò lo chiamò Issacar. [19]Poi Lia
concepì e partorì ancora un sesto figlio a Giacobbe. [20]Lia
disse: «Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi
preferirà, perché gli ho partorito sei figli».
Perciò lo chiamò Zàbulon. [21]In seguito
partorì una figlia e la chiamò Dina.

[22]Poi Dio si ricordò anche di Rachele; Dio la
esaudì e la rese feconda. [23]Essa concepì e
partorì un figlio e disse: «Dio ha tolto il mio
disonore». [24]E lo chiamò Giuseppe dicendo:
«Il Signore mi aggiunga un altro figlio!».

Come si è arricchito Giacobbe

Il gregge di Giacobbe aumenta

[25]Dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a
Làbano: «Lasciami andare e tornare a casa mia, nel mio
paese. [26]Dammi le mogli, per le quali ti ho servito, e i miei
bambini perché possa partire: tu conosci il servizio che ti ho
prestato».

[27]Gli disse Làbano: «Se ho trovato grazia ai tuoi
occhi… Per divinazione ho saputo che il Signore mi ha benedetto per
causa tua». [28]E aggiunse: «Fissami il tuo salario
e te lo darò».

[29]Gli rispose: «Tu stesso sai come ti ho servito e quanti
sono diventati i tuoi averi per opera mia. [30]Perché il
poco che avevi prima della mia venuta è cresciuto oltre misura e
il Signore ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando
lavorerò anch’io per la mia casa?».

[31]Riprese Làbano: «Che ti devo dare?».
Giacobbe rispose: «Non mi devi nulla; se tu farai per me quanto
ti dico, ritornerò a pascolare il tuo gregge e a custodirlo. [32]Oggi
passerò fra tutto il tuo bestiame; metti da parte ogni capo di
colore scuro tra le pecore e ogni capo chiazzato e punteggiato tra le
capre: sarà il mio salario. [33]In futuro la mia stessa
onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il
mio salario, ogni capo che non sarà punteggiato o chiazzato tra
le capre e di colore scuro tra le pecore, se si troverà presso
di me, sarà come rubato».

[34]Làbano disse: «Bene, sia come tu hai
detto!». [35]In quel giorno mise da parte i capri striati
e chiazzati e tutte le capre punteggiate e chiazzate, ogni capo che
aveva del bianco e ogni capo di colore scuro tra le pecore. Li
affidò ai suoi figli [36]e stabilì una distanza
di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe
pascolava l’altro bestiame di Làbano.

[37]Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e
di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo
a nudo il bianco dei rami. [38]Poi egli mise i rami così
scortecciati nei truogoli agli abbeveratoi dell’acqua, dove veniva a
bere il bestiame, proprio in vista delle bestie, le quali si
accoppiavano quando venivano a bere. [39]Così le bestie
si accoppiarono di fronte ai rami e le capre figliarono capretti
striati, punteggiati e chiazzati. [40]Quanto alle pecore,
Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero
davanti a sé gli animali striati e tutti quelli di colore scuro
del gregge di Làbano. E i branchi che si era così
costituiti per conto suo, non li mise insieme al gregge di
Làbano.

[41]Ogni qualvolta si accoppiavano bestie robuste, Giacobbe
metteva i rami nei truogoli in vista delle bestie, per farle concepire
davanti ai rami. [42]Quando invece le bestie erano deboli, non
li metteva. Così i capi di bestiame deboli erano per
Làbano e quelli robusti per Giacobbe. [43]Egli si
arricchì oltre misura e possedette greggi in grande
quantità, schiave e schiavi, cammelli e asini.

Spiegazioni illustrative della Bibbia con commenti ausiliari scritti